Analisi Onboard

Analisi on board Sainz – Bahrain 2021: la prudenza a volte può essere troppa…

Analisi on board Sainz – Bahrain 2021: la prudenza a volte può essere troppa…


Un altro spagnolo in sella al Cavallino rampante. Il terzo per l’esattezza, dopo Alfonso de Portago e Fernando Alonso. Malgrado la giovane età, la gavetta del madrileño è davvero consistente. Il posto in Ferrari, Sainz, lo ha meritato a suon di ottime prestazioni. Veloce, intelligente e molto abile nei sorpassi. Il biglietto da visita del neo ferrarista lo conosciamo. Carlos non arriva a Maranello per fare il numero due. Non fa parte del suo Dna. Al contrario, le sue ambizioni collimano con quelle del suo nuovo compagno di squadra. Spingere sempre più in alto il team italiano, con un chiaro obiettivo personale: laurearsi campione del mondo con la Ferrari.

Esattamente come per Charles (leggi qui l’analisi on board del monegasco), la strategia scelta in Ferrari prevede la Soft come miglior opzione per la partenza. Decisione presa a tavolino, senza nemmeno provare a classificarsi con le Medium in Q2. La tensione per la prima di Carlos al volante della vettura italiana era palpabile. Quando la vettura era ancora spenta in griglia sui cavalletti, circa 5 o 6 minuti prima del giro di formazione, Sainz aveva già chiesto diverse info. Lo spagnolo ha voluto ripassare con Adami le varie procedure da mettere in atto durante il formation lap. Inoltre, qualche minuto più tardi, ha chiesto se prima di sistemarsi sulla piazzola di partenza avrebbe dovuto raffreddare la vettura. Stretta di mano decisa e sguardo avventuriero. Inizia così la storia dell’iberico in Ferrari.

Dopo la prima partenza abortita per il problema di Perez, il ferrarista lavora sulle anteriori zigzagando come un matto. Poi 5 burnout prima di piazzarsi sull’ottava casella. Sebbene lo stacco frizione non sia poi così male, quello di Alonso è senza dubbio migliore. Il pilota Alpine si getta all’esterno in curva 1 e godendo di una migliore traiettoria sopravanza Sainz in uscita. Il madrileño prova a riguadagnare la posizione persa. Prende la scia di Fernando e tenta il tutto per tutto all’estero di curva 4. Ma quel ragazzino di 39 anni la sa molto lunga e tiene facilmente a bada il ritorno dello spagnolo. In tutto questo ne approfitta Stroll.

L’ottima trazione del canadese frega Carlos. Dopo nemmeno un settore, la numero 55 ha già perso due posizioni. Nemmeno il tempo di rifletterci su, e Mazepin si schianta in curva 3. Safety Car. La prima della stagione. Bernd Mayländer sfoggia il nuovo abito, mettendo in mostra il British racing green della Aston Martin Vantage. Dopo le procedure per mantenere in temperatura le gomme e qualche info sulla vettura, la gara finalmente riparte. Oltre al reset sul brake balance, viene ricordato al neo ferrarista l’uso dell’ibrido durante il primo giro: K2 ON fino in curva 1 e poi la massima potenza del K1 Plus per tutto il giro.

La ripartenza non porta cambi di posizione. Carlos si accoda a Stroll e lo segue da vicino. Al tornantino di curva 10 lo spagnolo abbandona la prudenza. Con un gesto coraggioso, forse un po’ troppo, si getta all’interno del canadese. Lo scontro è inevitabile. Per fortuna l’anteriore destra non subisce nessun danno, così come l’ala anteriore. Mentre invece a farne la spese è la AMR21 numero 18, perdendo una piccola bandella dei bargeboard (cerchio arancione). Preoccupato, Sainz si apre in radio. 

L’inquietudine riguarda i possibili danni sofferti dalla vettura. Il neo ferrarista sottolinea un paio di volte il possibile contatto con l’ala anteriore. Il muretto ne prende atto, realizzando i controlli del caso. Nel frattempo si palesa la Virtual Safety Car per il botto tra Gasly e Ricciardo.

Irrequieto, Carlos chiede nuovamente un check up completo alla vettura, facendo sapere che è passato volutamente vicino al muretto per concedere una “visuale live” dell’auto agli uomini in rosso. La gara riparte e Sainz viene finalmente tranquillizzato sullo stato della monoposto.

Grazie al dashboard sul volante, si nota come gli pneumatici tardino diversi giri per entrare nella corretta finestra di utilizzo, con l’asse posteriore che fatica maggiormente. Ciò nonostante lo spagnolo si definisce soddisfatto commentando il rendimento delle mescole. A tal proposito, Adami chiede un reset sul phase update. In questa fase si denota il buon ritmo di Sainz, mentre le auto in fronte a lui sembrano più lente. Qualche giro più tardi, il ferrarista conferma la mia sensazione.

Dal muretto gli fanno sapere che avevano già notato il miglior passo della sua SF21. Qualche km più tardi Alonso “pitta” e lascia incustodita l’ottava posizione. Carlos la fa sua mentre Adami informa: “5 more laps”. In questi giri che dividono la numero 55 dalla prima sosta, viene chiesto di spingere. Per contro, il ferrarista si interroga sulla bontà del proprio passo. Dalla “regia” li fanno sapere che è molto buono. Ancora una manciata di secondi e il muretto Ferrari sottopone un quesito a Sainz.

Dopo un brevissimo briefing tra pilota e ingegneri, dove il madrileño fa sapere che le mescole non sono ancora finite, la decisione di posticipare lo stop di un paio di giri viene presa di comune accordo. Ciò malgrado, spaventati dalla possibilità di finire dietro a Kimi se avessero tardato ancora la sosta, gli strateghi di Maranello richiamano ai box la Rossa. Il cambio gomme non è dei più rapidi ma tutto sommato fila via liscio. Con un treno di Medium nuove di zecca, Carlos torna in pista davanti al finlandese con un vantaggio di circa due secondi. 

Al giro 16, Sainz si trova in undicesima posizione. Adami gli chiede subito di stare all’occhio con le mescole, ordinando la mappatura ibrido Soc 6. Il gap di 3 secondi con Alonso viene chiuso rapidamente. Dopo averlo raggiunto, si materializza un bel trenino davanti a lui. Vettel, Stroll e Fernando se le danno di santa ragione. Il canadese mette dietro Sebastian che, preso allo sprovvisto, perde il piazzamento anche sull’Alpine numero 14. Ma il tedesco non ci sta, mette la freccia e in curva 4 sorpassa lo spagnolo. In tutto questo Carlos osserva da vicino, pronto a lanciare a sua volta l’attacco. 

Approfittando della bagarre, il ferrarista sfodera il colpaccio. Sorpassa Sebastian all’interno di curva 1, prende la scia di Fernando e gli passa davanti alla staccata di curva 4. Olè! Adami, oltre che per la mossa brillante, si congratula per l’ottima gestione dei compound. Nelle 2 tornate successive Sainz gira in free air, con Perez che si fa minaccioso alle sue spalle. Sebbene venga concesso l’utilizzo dell’overboost per difendersi, il messicano raggiunge la Ferrari e la passa in staccata di curva 4. 

L’iberico si apre in radio e commenta sconsolato la trazione superiore della Red Bull. Dal muretto lo tranquillizzano. Gli chiedono di concentrarsi sul proprio passo dimenticando la RB16B che, allo stato attuale, risulta nettamente superiore. Due tornate più tardi, visto l’ottima gestione degli pneumatici Soft, Adami suggerisce un race pace un pelo superiore. Questo appena le temperature torneranno in finestra. Il passo sulle Pirelli a banda gialla è buono e in sole 2 giri il gap su Stroll è chiuso. Il duello tra i due però non scaturisce, visto che Lance è chiamato ai box. Al giro 30 Sainz si ritrova in ottava posizione.

Adami chiede allo spagnolo un update sullo status della vettura e si complimenta ancora per il ritmo: “pace is really good”. Mentre due giri più tardi mette al corrente l’ex McLaren sulle soste di Ricciardo e Leclerc, lanciando un monito ben preciso: “head down… it’s a very important part of the race”. Neanche il tempo di rifletterci su e l’ingegnere italiano si palesa ancora. La richiesta è sempre la stessa: “Dai tutto quello che hai per i prossimi 5 giri”.

In questa fase che anticipa la seconda e ultima sosta, il madrileño guida davvero bene. Le traiettorie sono disegnate. Aiutato da una mappatura ibrido settata su Soc 5, che permette di utilizzare un quantitativo di energia pari o lievemente dissimile a quella prodotta, arrivano degli ottimi laptime. Alla scadenza dei 5 giri previsti , la numero 55 viene richiamata ai box.

Sainz torna in pista con un treno di gomme Hard. Nella media il cambio gomme: 2,7 secondi. Giunto in curva 1, a mescole decisamente fredde, il posteriore della SF21 sbanda (foto 2 in alto). Per fortuna il riflesso è buono e la vettura non parte in testacoda. Alla tornata 48, Carlos si trova in nona posizione. Dopo l’ultimo stop, l’obiettivo è quello di andare a prendere Stroll. La AMR21 dovrebbe essere raggiunta in 9 tornate secondo i calcoli del muretto Ferrari. Nei giri successivi, laptime e distacchi sul canadese riempiono le comunicazioni radio. Fino a quando lo spagnolo viene messo al corrente che può spingere un po’ di più in curva 12. Avvicinandosi all’Aston Martin numero 18, i dettagli sulla guida aumentano. Sono diversi i cambi sul differenziale in ingresso curva, seguiti da alcune modifiche al brake shaping, per gestire il bilanciamento in frenata agendo su alcuni parametri del sistema brake-by-wire (leggi qui per saperne di più).

Quattro tornate prima del previsto, gli scarichi di Lance si materializzano. Il ferrarista non fa nessuna fatica a passare Stroll, mettendolo dietro alla fine della retta principale. A dieci tornate dalla fine la SF21 occupa l’ottava piazza. Adami non perde tempo e sprona l’iberico. L’ultimo obiettivo possibile è la McLaren di Ricciardo. Viene così fissato un laptime per riuscire a prendere l’australiano prima di tagliare il traguardo.

L’ingegnere italiano continua a sostenere Carlos. Si congratula con lui per il giro fantastico che ha appena realizzato e gli chiede di continuare così. Poi lo informa che due vetture da doppiare potrebbero favorirlo. Sono solo 5 le tornate che separano Sainz dal traguardo, mentre la sagoma papaya finalmente appare. Per aiutare lo spagnolo durante gli ultimi due giri, il muretto box Ferrari concede l’utilizzo di una mappatura ibrido più spinta. Tuttavia, il duello tra i due non avrà mai inizio. Ricciardo infatti è molto abile nel tenere a distanza di sicurezza la SF21

La prima gara di Sainz in Ferrari si chiude così all’ottavo posto. Tutto sommato il risultato soddisfa, anche se naturalmente ci si aspetta ben altro dalla storica scuderia italiana. Il lavoro di Carlos però è stato molto buono. Peccato per la troppa prudenza del primo giro. Si perché a conti fatti, il passo per lottare con Charles c’era…


Autore: Alessandro Arcari – @berrageiz

Foto: F1 TV

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Pubblicato da
Zander Arcari