Formula 1

Il pagellone da fine impero (?) del Froldi

F1. Come ci si sente quando si affievoliscono le forze e se tutto, ma proprio tutto fila liscio, c’è comunque uno più forte e più affamato di te che non puoi raggiungere?

Ci si sente impotenti. E alla lunga si perde fiducia. E si crolla.

D’altronde, sconfitta e vittoria sono prima di tutto questioni mentali, no?

E’ così che, immagino, finiscano gli imperi. Qualche piccola crepa qua e là, ma tutto va bene… ogni tanto qualche passo falso ma comunque dai, gli altri non hanno la tua costanza, la tua esperienza e pure il culo (o gli dei) che sì,  ti aiuta (no) perché te lo sei meritato.

Sino a quando, un giorno, non la sfanghi più come prima. E ci devi mettere il doppio delle forze e poi cominci a sbagliare, perché devi strafare.. e poi non sei più in vetta.

E devi rincorrere.

E’ che non ci sei più abituato, di nuovo. Sei sazio.

E anche se non lo sei del tutto, c’è qualcuno che non ha mai vinto ed ha molta più fame di te.

E’ inevitabile.

Non hai più “l’occhio della tigre” (semicitazione Rocky terzo).

Ehi Balboa, ti ricordi quel tipo, come si chiamava… ah sì, Clubber Lang ?!

E’ forse giunto alla fine il più plumbeo, pesante, asfissiante, mortifero dominio che qualsiasi competizione sportiva sin dagli albori ricordi?

Non ne sono ancora convinto, anche se le mie certezze traballano.

Il Trap dice: “Non dire gatto se non l’hai nel sacco”.  Quanta saggezza!

Non siamo ancora al giro di boa di questo mondiale, i punti di vantaggio di Max non sono poi tanti, anche se crescono costantemente.

Come ben sanno i ferraristi, in Mercedes hanno capacità di reazione uniche.

Hanno un campionissimo e, non guasta mai, una forza politica ancora formidabile aggiunta ad una certa propensione ai giochi mentali. E quindi tutto può ancora accadere.

Ma l’inerzia del mondiale, quella, ora come ora è certamente nelle mani di Verstappen e della Red Bull spinta da un poderoso motore Honda.

Mettiamo assieme i puntini a favore di Red Bull.

Le punzecchiature di Wolff arrivano quando il TP austriaco capisce che l’avversario è un vero rischio. Di solito, e per ora sta accadendo, portano la Federazione ad intervenire (vedi pit stop e ali posteriori) danneggiando (poco o tanto) il diretto avversario. Lo scopo è chiaro: stancarli, infastidirli… deconcentrarli. Per ora non ci stanno riuscendo, anche perché in Red Bull ci sguazzano in queste cose.

A breve termineranno gli sviluppi per concentrare le forze per la svolta epocale del ’22. Red Bull è in vantaggio tecnico. Più passano i gran premi e più, se le cose non cambiano, avrà margini di manovra, mentre si assottiglieranno quelli di Mercedes.

Bottas non sta contribuendo alla causa (ottavo titolo di Lewis) e forse sta disputando la sua peggiore stagione da quando si è accasato come gregario di lusso dalle parti di Stoccarda.

La Red Bull è una squadra inglese, come la Mercedes. E la F1 è da decenni reame e dominio della perfida Albione. Insomma, prima di creare problemi seri alle lattine volanti, la Fia ci penserà molte volte. Non è la Ferrari, che si può attaccare senza troppi patemi d’animo, e comunque credo che in molti vogliano vedere un campionato con un vincitore diverso, per ovvi motivi.

Al netto di tutto questo, ecco affacciarsi minacciosa la pericolosa variabile degli pneumatici che dovrebbero essere usati a Silverstone. Ecco, questa è forse l’incognita maggiore.

Non metto in dubbio che Pirelli abbia ottimi motivi per intervenire, ma non sarebbe giusto vedere falsati i valori che, per ora, la pista sta mostrando. E magari non succederà. Ma bisogna che il fornitore unico di pneumatici e la Federazione si interroghino su queste cose. E’ un potenziale vaso di Pandora, e la reputazione della F1 ne uscirebbe ancora più a pezzi di quanto non sia già per la gestione dell’era turbo-ibrida.

Nessuno sport ha bisogno di complotti. Figuriamoci la massima categoria del motorsport. Ma chi la governa non fa nulla affinché si dissipino nuvole… e così viene sdoganato il messaggio che si fa di tutto perché vinca Mercedes.

Tutti lo abbiamo pensato in questi anni.  Alzi la mano chi non l’ha fatto!

Ora come ora, d’altronde, a chi gioverebbe un “complotto” pro Mercedes?

Non mi sento ancora di sbilanciarmi, nonostante io intravveda qualcosa che a inizio mondiale mi sembrava ai limiti della fantascienza.

Per questo continuerò a gufare.  Con onestà e trasparenza.

Mad Max. Voto: imperiale.

Perez. Voto: 5. Era necessario che si piazzasse davanti a Bottas per il costruttori. Rimandato.

Red Bull. Voto: a brigante, brigante e mezzo.

Bottas. Voto: – 0. Il podio è un pannicello caldo, certamente, ma Valtteri non è stato affatto incisivo. Non lo è da tanto tempo ormai.

Bottas e il balletto in pit lane. Voto: cineteca. Resterà fra i momenti “memorabili” (e per fortuna con tutti incolumi) di questo sport.

Dichiarazioni di Bottas dopo il testacoda in pit lane. Voto: imbarazzanti.

Hamilton. Voto: 9. Il re nero non abdicherà con facilità, e venderà cara la pelle. E’ un cannibale e non ha certo intenzione di fermarsi ora. Eppure, gara dopo gara, comincio a veder incrinarsi le sue certezze. Per ora si tratta di poca roba…

Toto Wolff. Voto: pessimo perdente. Sta rischiando di diventare una macchietta con le sue illazioni, sospetti, battute al vetriolo. Se perdono, diventerà una macchietta. Occhio che da campione a c…..ne è un battito di ciglia…

Ricciardo. Voto: incompiuto. Mentre Norris è ormai una certezza, per lui restano le incognite. E’ il pilota che meno si è adattato cambiando team.

Russel. Voto: un grande futuro. Anzi, un grande presente.

Mc Laren. Voto: 8. Con molti meno soldi di Ferrari e praticamente un solo pilota è saldamente terza forza.

Mazepin e la trottola di Inception. Voto: geniale.

Nota a margine: come si alimenta un mito? Della stessa sostanza di cui è fatto e da cui è nato. Nel caso in questione: passione e vittorie.

E come si affievolisce un mito sino a scomparire? Senza passione (o non con quella giusta) e con un digiuno eterno. Le vittorie ci vogliono, quelle presenti e future, non quelle passate che piano piano sbiadiscono…

Quando il mito diventa irrilevante, o fa parlare solo per le figuracce che rimedia, allora è all’anticamera della sua “morte”.

Poco male… passa tutto no?

Tanto, per ora, le auto che hanno quel simbolo vendono come il pane.  Ah… e c’è pure una sfilata di moda da qualche parte. E i profumi non sono affatto malaccio!

E allora, va bene anche la mediocrità.

E non ci sono altre cose da dire sulla Rossa. Per ora.


Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi

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Mariano Froldi